Al primo sguardo


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Era estate. Francesca e sua sorella erano in vacanze e così andarono a Vieste, una piccola città nella Puglia. Lì, rimasero in un bell'albergo direttamente al mare. La prima sera andarano in un ristorante. Lì c'era un giovane cameriere con un bel viso. Il cameriere vide Francesca. Gli piacque al primo sguardo. Durante la serata il cameriere domandò le donne di dov`erano. "Siamo di Palermo" risposero le ragazze timidamente. - "Avete voglia di venire con me e i miei amici in un bar verso le 11?". Le donne accettarono l'offerta e si fecero già piani per l`uscita.
Fu una bella serata, la cena era molto buona, italianissima. Più tardi, Francesca e sua sorella Gianna andarono al mare. Avevano bisogno di un po' di aria fresca. Entrarono nella notte quando la luna era chiara e l'acqua calda. "Che cosa pensi del tuo cameriere?" volle sapere Gianna dalla sorella uscendo dalle scarpe e prendendole in mano camminando sulla spiaggia. "Non è il mio cameriere Gianna, sai che ho un ragazzo!" rispose Francesca. Dopo una lunga tranquillità Francesca aveva domandato qualcosa alla sua sorellina, ma lei non sentì niente perché stava sognando di Giorgio. " Quest cameriere Giorgio mi piace veramente Francesca. Non credi che fosse un amante per me?" domandò Gianna. Francesca rise e rimbeccò "Pensi sempre ai ragazzi. Tutto contratta su ragazzi e vuoi solo far perdere la testa ai ragazzi.Non cerchi il senso della tua vita? Sai Gianna questa attitudine scoccia pensi solo a te. Non aiuti la mamma di fare la cucina non fai niente per la famiglia... Sai che abbiamo problemi a casa la mamma è già vecchia e non riesce più a lavorare molto " Gianna sembrava spaurita della chiarezza ed della sincerità di Francesca.
"Ti prego di rispondermi onestamente.. perché sono molto deperita e ho bisogno della assistenza tua", cominciò Francesca, "che cosa diresti se io non tornassi più a casa, se io restassi qui e tu fossi sola a casa con la mamma? Mi dà fastidio tutta la vita in Sicilia. Voglio incominciare una nuova vita, ho bisogno di un cambiamento “. Gianna ebbe difficoltà di rispondere ma dopo un attimo fece chiaro "Potrebbe essere che non è quello che mi dici? che vuoi solamente fuggire da qualcuno o da qualcosa? Da qualcuno come il tuo ragazzo? Che cosa ti ha fatto Emanuele? Parla con me, ti ha fatto male?". "No non è questo...." rispose Francesca con una lacrima nell'occhio. " Non posso continuare così, la mia vita è un disastro. Non ho osato mai qualcosa e ora è il tempo per farlo. Ma hai ragione, Emanuele è un po'... non so,... è molto cambiato, non so se lui mi è fedele" disse Francesca. Le donne tacquero per un attimo. Poi Francesca continuò: " Devo chiamarlo domani. Mi fa male al cuore perché non so se la mia vita può continuare così". Gianna fece cenno col capo. "Lo capisco che ti preoccupa. Ma ora è finito, vogliamo goderci la serata. Ne parleremo dopo" disse Gianna e rise. "Guarda, ci sono i ragazzi!". Giorgio, il cameriere, le vide e le salutò con la mano. “Che belle ragazze!” disse ai suoi amici quando si avvicinarono, ma Gianna non reagì ed allungò il collo. Francesca invece si sentiva troppo timida per dargli una risposta. Guardando sua sorella Gianna tentennò il capo e disse " Ti senti così bella che fai finta di non aver sentito niente?!" Giorgio le dette due baci sulle guancie senza diventare troppo asfissiante. Poi presentò alle ragazze i suoi amici che lo accompagnavano. " Sentite ragazze andiamo a prendere un gelato, ho la macchina qui. Andiamo in cinque, ci sarà posto. Cosa ne pensate?" Gianna guardò Francesca e fece cenno col capo. "Buona idea. Per noi va bene" rispose Francesca e rise. Le due donne seguirono gli uomini in direzione della macchina.
La macchina era rossa, sportiva e si vedeva che era veloce, ma Gianna e Francesca non si lasciarano impressionare. Tutti salirono nella macchina facendosi piccolisimi in modo che tutti potevano trovare posto nella macchina.
Arrivati in centro, i ragazzi portarano le ragazze alla gelateria di Maria. Si sederono e subito Maria arrivò. Gettò uno sguardo simpatico alle ragazze e domandò: "Che cosa volete ordinare. C'è di tutto: del classico gelato al più stravagante." - "Io prendo una pallina di cioccolato ed una di stracciatella a cono per favore" ordinò Francesca. "E tu?" domandò Maria cordialmente guardando Gianna: "Dio mio! Amo tutti tipi di gelati! Potrei mangiare veramente tutti i gusti. MMMhhh... io prendo tiramisù e nocciola" rispose Gianna. "Anche a cono" aggiunse la ragazza. Dopo che i ragazzi avevano ordinato, andarono a un tavolo e si sederono. Si divertirono tutta la serata e poi vollero ritornare all'albergo. Così si incamminarono. I due ragazzi non erano ancora stanchi e volevano ancora divertirsi. Ma Francesca decise di restar sola con Giorgio. I ragazzi convennero con Gianna di non andare ancora a casa ed di festeggiare alla spiaggia dove c'era ancora una beach party. Francesca e Giorgio rimasero soli fuori davanti all'albergo. "Hai voglia di fare una piccola passeggiata sulla spiaggia?" domandò Giorgio e guardò profondamente negli occhi di Francesca. Francesca arrossì e distolse lo sguardo. Gettò una occhiata molto timida su di lui e prese la sua mano. Sul viso di Giorgio apparve un sorriso. Tutti e due tacquero godendosi il silenzio e la vicinanza dell'altro e della luce delle stelle.
"Aiuto, Aiuto" si fece sentire all'improvviso una persona nel buio. "Oh dio mio!",esclamò Francesca, "Arriviamo, non panicare!". Corsero al più presto possibile attraverso la spiaggia dov'erano dappertutto cespugli. Anche se faceva male Francesca voleva arrivare subito per aiutare l'uomo che ebbe urlato aiuto. All'improvviso Francesca si fermò sfiatatamente "Oh no.. no no non può essere! Sant'Iddio!". Vide la macchina rossa sportiva uscita dalla strada in qualle si fu trovata ancora qualche minuti fa. La macchina si fu accavallata e si trovò sul bordo della strada. Francesca gridò piangente "Gianna..non può essere". Andò in fretta verso la macchina accavallata e vide sua sorella piena di sangue. Giorgio allarmò l'ambulanza e si gettò accanto a Francesca per salvare i suoi amici ed Gianna che sembrava incosciente. Anche gli amici di Giorgio sanguniavano ma erano ancora capace di parlare. Durò un attimo quando l'ambulanza ed i vigili del fuoco arrivarano.

Due settimane dopo
"Ciao carina. Come stai?" Francesca si gettò sul capezzale della sua sorella. "Sì, si vede che stai meglio. Che fortuna che l'ambulanza è arrivata così presto... Era veramente un shock! Pensavo che ti perdo sorellina mia". "Ho avuto fortuna, un angelo mi ha salvata" contradisse Gianna. Aveva la testa infasciata ma non perdeva lo stesso suo smagliante riso che riempì tutta la camera di ospedale con felicità. "Scusa mi Gianna... ti ho lasciato sola con gli altri due ragazzi che non abbiamo conosciuti dal primo sguardo. Mi ho fatto rimprovero perché ti ho lasciato sola invece di restare e progetterti. Mi sei molto cara più che tutt'altro sul mondo" confessò Francesca metre l'abbracchiò ."Ti ho già detto cara non farti rimprovero. Sono molto delusa che gli ragazzi non si hanno più fatti sentire ma comunque non si può mai fidare in ragazzi che si conosce al primo sguardo".