Perdita di memoria


Gianluca scese dal treno e chiamò un tassì. Durante la corsa rifletté a come doveva cominciare la sua ricerca. Ma siccome era già sera decise di godere la sera e cominciare il giorno dopo con il suo lavoro. Chiese al tassista dove poteva andare a far festa la sera. Dopo l'arrivo nell'albergo si preparò per andare al bar che il tassista gli aveve proposto. Il bar si trovava nel centro di Milano ed era il bar più conosciuto della città. Così Gianluca lo trovò senza grandi problemi. Entrò nel bar e fu molto affascinato dall'ambiente dei giovani. Non aveva mai visto un bar così bello e popolare, perché a Roma i bar erano un punto di convegno per uomini vecchi.
All'improvviso vide una ragazza bellissima con lunghi capelli marrone, dei begli occhi blu e il corpo snello. La osservò tutta la sera ma lei non si accorse di niente. Gianluca tutto stanco e ubriaco si alzò per andar all'albergo e quasi non sapeva più camminare. Prima di lasciare il bar cercò la ragazza che aveva visto prima ma non c'era più. Un po’ deluso se ne andò per la sua strada. Dopo aver cantato tutte le canzoni d'amore che conosceva, dovette rimettere. Disperato rimase sdraiato per terra e pianse.
Ad un certo punto sentì che qualcuno si avvicinava.
Alzò la testa e vide la ragazza del bar. Anche lei capì che era Gianluca. Si abbassò e gli accarezzò la testa.
- “Ei, ma io ti conosco, non sei la cameriera del bar?“
- “ Eh certo. E tu che fai qui a terra?” , ridacchiò la ragazza .
- “ Ma niente, sto dormendo un po’. Sei bellissima. Tu come ti chiami?”
- “Elena e tu?“
- “Gianluca. “ e le diede la sua carta da visita. Poi si addormentò di nuovo.
Elena non seppe cosa fare e restò ancora un po’ vicino a Gianluca.
Alcuni ragazzi, che erano stati a fare festa, passarono per la strada, dove si trovavano Elena e Gianluca. Ridevano e erano ubriachi. Si avvicinarono a Gianluca e gli buttarono degli spiccioli.
Elena si arrabbiò e si alzò veloce.
- “Vaffanculo! Che volete? Andatevene e state zitti!”
I ragazzi la beffeggiarono. Uno dei ragazzi la tirò per i capelli.
Gianluca ancora dormiva e non capiva niente.
- “Gianluca svegliati! Aiuto!”
I ragazzi ridevano e la portarono con loro.

Dopo qualche ora, Gianluca si svegliò e vide gli spiccioli. Tutto confuso si alzò e se ne andò.
Arrivato nell’albergo, si spogliò e fece la doccia. Non sapeva esattamente cosa era successo la sera prima. Si ricordava di Elena.
- “Cosa e successo? Ho dimenticato tutto. Allora, sono uscito dal bar e poi… ah sì, Elena… Ma poi non so più niente. Ho bevuto troppo.. sono un idiota. “
Gianluca decise di andare al bar dove aveva conosciuto Elena. Tutto il giorno non fece niente che pensare alla sera prima ed a Elena.
La sera stessa si preparò per andare al bar. Si sentiva insicuro. Aveva la mente sconvolta.
Gianluca chiese al barista: “Ciao, hai visto Elena?”

Il barista si comportò stranamente e andò a cercare il capo del bar.
I due tornarono e gli dissero di seguirli. Gianluca non sapeva perché ma lo fece comunque. Entrarono in una stanza sudicia.
- “Siediti!” Il capo sembrava arrabbiato.
Gianluca diventò nervoso e ebbe paura.
- “ Che c’è? Cosa volete da me? “
- “senti, Elena oggi non è venuta al lavoro. Normalmente, Elena viene sempre e se no, lo dice in anticipo.”
- “E con ciò? Cosa mi volete dire?”
- “ Abbiamo visto che ieri hai parlato con lei. Che cosa hai fatto con Elena?”
- “Cosa ho fatto? Niente!”
- “ D’accordo, ma se scopriamo che tu hai a che fare con questa storia, vedrai.. E adesso vattene!”

Gianluca corse finché arrivò all’albergo.
Si sdraiò sul letto e pensò:
- “ Ma io non so niente di ieri, forse è veramente colpa mia. Forse l’ho uccisa, senza che me ne sia accorto. No no, non puo essere, ma che penso?”
All‘ improvviso vide qualcosa di rosso sulla sua scarpa.
- “ Ma cosa è? Oh Dio, è sangue. Ma no, non è possibile.”
Cercò di dormire, ma non riuscì a spegnere.
Alle 9 di mattina si svegliò. Tutto disperato telefonò a suo padre e gli raccontò tutta la storia.
- “Ciao papà, come va? ti devo raccontare qualcosa.”
- “Sì, racconta. Cosa è successo?”
- ”Ma ho conosciuto una ragazza che si chiama Elena”
Per un momento il padre non disse più niente, poi chiese:
- ”Come hai detto che si chiama?”
- ” Elena.. papà?”
- ”Sì, sì, continua.”
- ”È sparita. Mi sento male. Penso che l´amo ma penso anche che le ho fatto del male ma non so più niente perché ero ubriaco.”
- ” Fatti una passeggiata, che ti aiuterà a calmarti. Ci vediamo, devo andare.”

Gianluca allora se ne andò nel bosco a prendere un po’ d’aria fresca. Pensava a Elena. Ad un certo punto il suo telefonino squillò. Un numero sconosciuto.
- ”Pronto?”
- “Ciao, Gianluca? Sono Elena, la ragazza del bar. Tutto a posto?”
- ”O mio Dio, Elena. Che cosa è successo?”
- ”Non posso parlare adesso, ma stasera ho tempo. Andiamo a mangiare? Alle 8 da Luigi.”
- ”Sì, volentieri”


Indicazioni per il seguito:

1. Gianluca è alla ricerca di suo padre. Di lui possiede solo una fotografia rubata dall’album di sua madre.
2. Elena è romana ma vive a Milano con sua madre. Lavora in un bar e sogna di conoscere suo padre un giorno.
3. L’ultima frase della storia è la seguente:

“ … Gianluca allora si chinò per dare un bacio sulla guancia di Elena. Lei gli sorrise. Ora era tutto a posto.”