Con il treno verso la felicità

"Ah, non mi credi? I suoi occhi sono i più belli che abbia mai visti. Sono blu, blu come il mare, come la speranza." Maria stava raccontando alla sua migliore amica Cathia quanto fosse bello il suo ragazzo. Si stirò gioiosissima sul letto mentre dalla radio si sentiva la canzone "Adesso tu". "Non vuoi prendere questo vestito bianco? Gli faresti certamente piacere." - "No." Cathia guardò la sua amica con uno sguardo dubbioso: "Non gli hai detto niente che vai da lui?" - "No, è una sorpresa!", rispose Maria e rise come una bambina che ha appena ricevuto un pacchettino.
Maria era bella, aveva gli occhi scuri e i capelli biondi, portava una gonna a fiori e una camicetta bianca che sembrava molto semplice. Aveva compiuto diciotto anni ed era studentessa in lettere. "Neanche i miei sanno niente", disse "ma per la prima volta non gli racconto niente del mio viaggio. Sono maggiorenne e abbiamo due mesi di vacanze. Perché non vieni con me? Così puoi vedere finalmente il mio tesoro!"

Così, il lunedì dopo presero il tr
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Il bus alla stazione di Parma
eno insieme e dopo 4 ore arrivarono alla stazione di Parma. Quando scesero, Maria chiese: "Puoi aspettare qui? Voglio comprare ancora qualcosa da mangiare." - "Sì, va bene. Vai." Dieci minuti dopo stavano alla fermata dell'autobus e aspettavano il bus per il centro. Maria tirò fuori dalla borsetta una busta di caramelle alla gomma. Quando il bus arrivò Maria vide un uomo che scendeva. Era un uomo scuro, giovane con una grande valigia nella mano. Maria pensò solamente - "Oh madonna che figo!"
I loro sguardi si incontrarono. Lui le sorrise e lei arrossì in faccia come un papavero. Lo guardò stupefatta il suo aspetto. Aveva gli occhi blu come l'oceano e i capelli scuri come la notte, ma accanto a questo era vestito di un vestito molto vecchio, sporco e usato. Maria riflesse " Perché un uomo così bello porta dei vestiti così usati? Forse è un ragazzo povero del Sud che cerca lavoro qui a Parma o forse gli piacciono questi vestiti o forse..."-improvvisamente lasciò cadere la busta di caramelle alla gomma. Erano tutte per terra. Il bell' uomo notò l'incidente e aiutò a raccogliere le caramelle da terra e in questo modo Maria e lo sconosciuto si avvicinarono.
Le loro mani si toccarono. "Oh, Scusa" disse Maria. "Fa niente, signorina"- rispose il bell' uomo. Maria ebbe un sorriso carino sulle labbra. "Grazie per l'aiuto. Posso offrirti qualcosa? Ti inviterei a prendere un gelato. Hai tempo stasera?" -"Ma non è necessario" - rispose l'uomo. " Ma non vorrai rifiutare?"- " Va bene Signorina. Dove ci incontriamo stasera?"-" "Non so" - " Allora ti do il mio numero di telefono ma ora devo andare. A stasera allora. Ciao." disse l'uomo e se ne andò.
Le due ragazze si guardarono e cominciarono a ridere. Cathia disse - "Ti piace eh!" e Maria rispose di sì. Ma purtroppo aveva già il ragazzo.
Le due donne salirono sul bus e andarono nel centro di Parma per fare qualche spesa. Maria stava zitta per quasi tutto il viaggio perché con i pensieri non c'era. Era dallo Sconosciuto . Cathia improvvisamente chiese se il suo ragazzo Marco non fosse contrario se i due si incontrassero stasera. Maria aveva completamente dimenticato che stava facendo tutto il viaggio per arrivare da Marco. Dopo un lungo discorso con Cathia decisero di passare la notte in un albergo. Maria scrisse un messaggio all' uomo sconosciuto. -
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La Piazza Garibaldi
" Ciao! Va bene se ci vediamo verso le otte in Piazza Garabaldi? Viene anche mia amica. Se vuoi puoi anche tu venire in compagnia d'un tuo amico. Sono contenta di rivederti! A stasera!"

Alle otto Maria e Cathia andarono in piazza. Lo Sconosciuto e il suo amico aspettavano già. Ma come sorpresa l'amico era Marco. Lui s'infuriò quando capì che Maria aveva fatto un appuntamento con un altro uomo e soprattutto con il suo miglior amico Luca.
Urlò - " Puttana! Che cosa fai nella mia città? Quante volte mi hai già tradito?!" - Maria cominciò a piangere. Singhiozzò - " Non ti ho mai tradito! Tu lo sai!" - ma lui gridò brutte parole, le mollò uno schiaffo e dopo corse via. In quel momento una macchin
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L'ambulanza in Piazza
a girò l' angolo a tutta velocità e si diresse verso la piazza ... fu un minuto di terrore. Maria non sapeva più cosa dire. Allora Luca interruppe il silenzio - " Marco! Attenzione alla macchina..."- ma era già troppo tardi. Il ragazzo di Maria non potè più fermare la sua corsa infuriata.
Sorvolò sopra la macchina e si abbattè dall'altra parte. Parecchia gente venne a guardare e aiutare. Qualcuno telefonò all'ambulanza che arrivò presto. Maria piangeva e diceva: - "È tutta colpa mia! Perché ho voluto fare questa brutta sorpresa?! Sono così scema!" Cathia l' abbracciò e ribatté - " Ma che pazzia dici? Hai fatto tutto giusto! Non sei responsabile! È colpa sua perché non si fida di te!" - " Non è vero!" - " Non impazzire! L' ha soppravvissuto." Maria pianse ancora e l'ambulanza partì con Marco.
Tutti erano scioccati. Avevano paura. Non sapevano cosa dovevano fare e poi Cathia ebbe l'idea di andare nel suo appartamento che avevano preso in affitto. Luca le accompagnò. Sulla via del ritorno all' appartamento nessuno disse quasi niente, sopra la guancia di Maria colarono ancora delle lacrime.

All' arrivo Cathia chiese - " Chi vuol un caffè? Ne faccio uno." Tutti e due risposero - " Lo prendiamo volentieri" - Due minuti dopo Cathia disse - " Non c'è latte. Ne vado a comprare. Ritorno subito." Allora Luca e Maria restarono da soli. Nessuno di loro disse niente e in questo modo regnava silenzio. Ma poi Luca disse - " Non sapevo che Marco avesse una ragazza così bella, cioè non sapevo nemmeno che avesse la ragazza. Ha sempre parlato delle donne ma mai della sua ragazza. Che stronzo! Uno così è mio amico... Poverina, mi fai pena!" - Lei guardò triste e domandò - " Davvero non ha mai parlato di me? E tu sei il suo miglior amico?! Che stronzo!" - " Non riesco a capirlo! Sei una donna bellissima e mi sembra anche sensibile. Mi pare che sei la ragazza perfetta. Apprezzerei d'avere una ragazza così fantastica." - Maria sorrise e gli si buttò al collo. Ma in questo momento Cathia tornò con il latte.
I tre bevvero il caffè e chiacchierarono un po'. Cathia sbadigliò e disse stanca - " Preferisco stare a letto che stare al tavolo." Luca rise e rispose - " Sì, forse è meglio se adesso vado a casa. Sono già le dieci e mezzo ed è stato un giorno molto faticoso. Vi auguro buonanotte e spero di rivedervi presto. Ciao. Ciao"

Il giorno dopo le due ragazze decisero di abbandonare Parma e di tornare a Palermo. Maria non ci voleva più restare, perché ci viveva il suo ragazzo o meglio, il suo ex-ragazzo. Scrisse un messaggio a Luca. - " Ciao caro, mi dispiace scriverti questo messaggio xké 6 molto simpatico e mi farebbe piacere rivederti. Ma devi capire ke nn ci voglio più restare. Partiamo alle tre. Ti penserò sempre! Un bacione xxx!"

Erano le tre e il treno arrivò in orario. Maria e Cathia stavano per salire quando sentirono gridare qualcuno i loro nomi. Era Luca. Impugnava un mazzo di fiori e si inginocchiò davanti a Maria. La supplicò - " Resta qui. Altrimenti parto con te! Non ti voglio perdere. Mi sono innamorato di te dal primo sguardo! Ti prego resta!" Lacrime di gioia colarono sopra le guancie di Maria. Lo abbracciò e si baciarono.